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SETTEMBRE 2017

FIELDBUS & NETWORKS

68

Fieldbus & Networks

colte pienamente soltanto se si af-

fianca all’introduzione delle tecnologie

IT in ambito industriale un’adeguata

evoluzione in termini di cybersecurity.

Dal nostro punto di vista, in questo

momento la promessa dell’IIoT è di

creare un mondo in cui l’efficienza

operativa ed energetica abbiano

nuove basi. Basi come la predittività,

la reale proattività, la collaborazione

fluida e in tempo reale fra persone e

team e la capacità di analizzare i dati

e di farne insight operativi preziosi per

un nuovo modello decisionale molto

più informato”.

Marco Spessi

, industrial networking manager di

EFA Automazione

(www.efa.it )

: “Quello che maggiormente viene evidenziato nell’impiego

delle soluzioni IIoT è la possibilità di avere le informazioni delle macchine

e degli impianti quasi in tempo reale, sia in locale sia in remoto. Sono

proprio questi ultimi due aspetti che fanno la differenza nell’architettura

da scegliere, le informazioni da distribuire a chi e quando, ma soprattutto

nei prodotti e soluzioni da utilizzare. In un’architettura di tipo ‘factory floor’

tutto èmolto più semplice, forse più esigente in termini di prestazioni, ma

va tutto a beneficio della produzione, dell’efficienza e della qualità. A que-

sto livello il cloud non è ancora stato del tutto accettato, a differenza delle

applicazioni remote, dove l’introduzione della ‘nuvola’ è quasi obbligatoria

per condividere e diffondere dati e informazioni e risolvere tutti i problemi

di connettività verso qualsiasi dispositivo ‘human interface’. In quest’ul-

timo caso, sicuramente, ne può trarre vantaggio l’end-user, ma anche il

costruttore di macchine e impianti che riesce a raccogliere informazioni e

statistiche sulle funzionalità delle macchine in modo da gestire al meglio

il reparto R&D, la manutenzione preventiva e predittiva (service)”.

Giuseppe Surace

, chief product&marketing officer di

Eurotech

( www.eurotech.com )

: “L’ambito ideale per l’applicazione dell’IIoT è si-

curamente quello produttivo, in quanto apporta molteplici miglioramenti

all’intera linea di produzione. Questa tecnologia ha però, comunque,

impatto sull’intera azienda, in quanto

permette di rivoluzionarne il modello

di business: avendo a disposizione

grandi quantitativi di dati, il manage-

ment è in grado di prendere decisioni

basate su parametri più validi rispetto

al passato. Le imprese più lungimiranti

possono utilizzare questi dati in modo

da ampliare il proprio core business,

che non sarà più soltanto il prodotto,

ma anche una serie di servizi a valore

aggiunto. Un’azienda produttrice di

macchinari industriali, grazie all’imple-

mentazione di tecnologie IIoT, potrà per esempio fornire ai suoi clienti un

servizio di manutenzione predittiva attraverso il monitoraggio da remoto”.

Dionigi Faccenda

, sales and marketing director di

OVH

( www.ovh.it )

:

“Con l’avvento dell’IoT le imprese possono modificare il modo in cui ope-

rano avvalendosi di oggetti intelligenti e connessi tra loro, che assicurano

maggiore efficacia in produzione, logistica e distribuzione. Se prendiamo

come esempio la supply chain, grazie

all’utilizzo del tracking in tempo reale

di oggetti interconnessi (m2m) tramite

cloud, con gli standard applicativi, è

possibile garantire all’utente finale

esperienze senza precedenti come,

per esempio, la notifica di una conse-

gna su smartwatch. Nuove tecnologie,

come il machine learning, possono

apportare valore nell’ottimizzazione

delle risorse e dei magazzini per un

maggiore efficientamento. Mai come

oggi ci troviamo di fronte a una vera

‘rivoluzione industriale’, dove i dati

rappresentano il nuovo ‘petrolio’ e il cloud computing è la tecnologia abi-

litante grazie alla quale miliardi di oggetti possono comunicare”.

Alessandro Favero

, product manager control systems di

PhoenixCon-

tact

( www.phoenixcontact.it )

: “All’attuale stato dell’arte, il cloud si di-

mostra essere una tecnologia particolarmente versatile, capace di fornire

diversi benefici alle aziende, a seconda delle sue declinazioni operative.

Accanto all’originale impiego finalizzato alla virtualizzazione di apparati

di calcolo, oggi è frequente il ricorso alla tecnologia cloud per suppor-

tare soluzioni di accesso remoto agli impianti, per esempio per erogare

servizi di teleassistenza, per favorire il lavoro in mobilità o per integrare

in un’unica rete diverse sedi produttive, anche dislocate in più luoghi ge-

ograficamente distinti. Il cloud si rivela quindi particolarmente utile anche

per effettuare il logging e la storicizzazione di quantità anche ingenti di

dati, a supporto delle attività di manutenzione degli impianti o di Big Data

analytics finalizzati all’ottimizzazione della produzione. Soluzioni come il

cosiddetto ‘cloud sicuro’ permettono inoltre di creare dei collegamenti

protetti tra la rete di fabbrica e le reti esterne, così da minimizzare il ri-

schio di accessi indesiderati da parte di hacker o cyber-criminali. Infine,

soluzioni cloud come Proficloud consentono di utilizzare apposite app

presenti sulla piattaforma, gestendole come servizi locali dei PLC, così da

incrementarne le funzionalità”.

I settori più promettenti

F&N:

Quali sono i settori industriali che in Italia si mostrano più sen-

sibili e pronti all’implementazione dei servizi abilitati da IIoT e cloud?

Olivini:

“I settori dell’automotive, chemical e food&beverage sem-

brano essere quelli, al momento, più attivi nella ricerca di un partner

che li possa supportare adeguatamente, anche, ma non solo, in virtù

del Piano Industria 4.0 varato dal Governo italiano. Inoltre, i costruttori

di macchine hanno capito l’importanza della data analysis per realizzare

funzioni come condition monitoring e manutenzione predittiva, senza

contare la possibilità di realizzare nuovi modelli di business attraverso,

per esempio, la vendita della produttività della macchina al posto della

macchina stessa, che diventa un semplice asset, oppure la realizzazione

di contratti di garanzia basati sull’utilizzo reale del bene”.

Bartolotta:

“Senza dubbio sono maggiormente toccati quei settori in

cui rendere intelligenti i processi di produzione apporta un deciso mi-

glioramento ed efficientamento di costi e risorse.

Tra questi il mondo del food&beverage, del packaging, della lavora-

zione plastica, delle macchine utensili e, infine, un mercato molto florido

in Italia che sta beneficiando di Industry 4.0: quello della lavorazione

del legno”.

Giuseppe Surace di Eurotech

Dionigi Faccenda di OVH

Daniele Vizziello

di Wonderware

by Schneider Electric