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SETTEMBRE 2017

FIELDBUS & NETWORKS

70

Porro:

“Nella nostra esperienza, i settori più interessati da applicazioni

di IoT in generale sono lo smart building, la smart city e la smart mo-

bility, ma anche lo smart manufacturing. L’industria automobilistica e

aerospaziale sono, dal nostro punto di vista, i battistrada, ma in Italia ve-

diamo da tempo un grande fermento da parte dell’industrial machinery,

dell’industria medicale, della domotica. Le piccole e medie aziende, che

sono la spina dorsale della crescita dell’economia italiana, sono quelle

che sembrano imboccare la strada dell’innovazione avanzata più velo-

cemente. Sono queste le realtà che hanno digitalizzato gradualmente i

processi negli ultimi anni e che oggi costituiscono la colonna vertebrale

del successo loro e di DS in Italia. Notiamo da tempo che aumenta il

numero di imprenditori e manager disposti a prendere qualche rischio

in più rispetto a qualche tempo fa, quando si operava unicamente e in

modo miope, nell’ottica dell’analisi del ritorno dell’investimento”.

Arneri Borghese:

“Il manifatturiero, il comparto chimico-farmaceu-

tico, l’automotive e l’energia sono i settori dove l’adozione delle tec-

nologie tipiche dell’IIoT sarà, secondo noi, probabilmente più rapida. Si

tratta generalmente di realtà di medie e grandi dimensioni, dove esiste

già un livello elevato di automazione e digitalizzazione dei processi e

degli impianti”.

Vizziello:

“Oggi in Italia vediamo un interesse crescente da parte di tutti i

settori industriali per le potenzialità dell’IoT industriale. È stato compreso

il valore aggiunto della connettività e soprattutto di ciò che essa consente

di realizzare: un miglioramento reale nella gestione e nella valorizzazione

degli asset aziendali, che può portare anche a una trasformazione di busi-

ness, penso per esempio al tema della

servitizzazione. Siamo in una fase in

cui i progetti nascono sempre più nu-

merosi, il prossimo passo sarà farli cre-

scere di scala. In questo senso, sono

più pronti oggi alcuni settori forti, quali

il food&beverage, ma anche le utility”.

Spessi:

“Oltre a settori sempre all’a-

vanguardia come il food&beverage e

il packaging, inaspettatamente uno

dei settori in cui vediamo maggiore

fermento è quello delle macchine

utensili e presse, dove facilmente si può trovare non il classico PLC che

governa la macchina, ma un controllo numerico CNC. Storicamente è

sempre stato un settore molto conservativo e poco aperto alla ‘comuni-

cazione’ verso l’esterno, ma che forse proprio per questo ora sente mag-

giormente questa esigenza, cogliendo prima di altri i benefici dell’IIoT

(automotive, aerospace, siderurgia e così via)”.

Surace:

“Tutto il manifatturiero è potenzialmente un settore che può

beneficiare ampiamente dell’IIoT. In Italia stiamo tuttavia ancora scon-

tando un ritardo nell’applicazione di queste tecnologie, dovuto in parte

agli scarsi investimenti del passato e in parte alle poche figure profes-

sionali attualmente specializzate in questo settore”.

Faccenda:

“L’automotive è giàmolto attivo nell’implementazione di que-

ste tecnologie, mentre il manufacturing, il settore agricolo, il fintech, la

sanità, le scuole e il settore formativo seguono molto da vicino”.

Favero:

“Sicuramente quei settori caratterizzati da impianti di ampie

dimensioni, con la necessità di continui controlli su un’ampia serie di

parametri, rilevati in posizioni non

sempre di immediato accesso, sono

tra i più interessati allo sviluppo e

all’adozione di tecnologie come IIoT e

cloud. È il caso, per esempio, dei com-

parti del trattamento acque e delle

energie. Un altro settore in cui questi

temi stanno destando grande atten-

zione, anche in virtù delle evoluzioni

di mercato e del ruolo d’eccellenza a

livello internazionale degli operatori

italiani nel comparto, è senza dubbio

quello dei costruttori di macchine”.

Alessandro Favero

di Phoenix Contact

Marco Spessi di EFA

Automazione

Fonte: www.pixabay.com

1.

A livello di infrastruttura e di penetrazione digitale, quali ostacoli an-

cora rallentano l’implementazione di servizi basati su IIoT tra le imprese

in Italia?

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