SETTEMBRE 2017
FIELDBUS & NETWORKS
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social engineering attack, social network
attack, ransomware attack. La tecnologia
di attacco innovativa attualmente più uti-
lizzata e che costituisce per tutti un vero e
proprio incubo si chiama APT (Advanced
Persistent Threats) e si installa general-
mente aprendo o facendo click su allegati
o collegamenti fraudolenti in un messag-
gio email, un messaggio in chat, un post in
ambiente social o in un sito web. Potrebbe
entrare nel sistema persino durante la
semplice visita di un sito web apposi-
tamente creato. Si tratta di un malware
molto sofisticato (‘Advanced’) che elude i
tradizionali sistemi di difesa e si insedia
nel computer o nello smartphone della vit-
tima senza essere rilevato. Quindi attende
le istruzioni del suo creatore/attaccante
(‘Persistent’). Questi malware si possono
acquistare per qualche centinaio di dollari
al mercato nero ed è possibile renderli
sfruttabili anche senza avere la minima
conoscenza tecnica. Una sottospecie di
APT è costituita dal famoso Ransomware,
un malware che cifra i dati richiedendo
il pagamento di un riscatto per poterli
riavere. La diffusione degli APT avviene
principalmente attraverso tre tipologie
di attacco: una mail che
contiene un allegato; un
sito compromesso che
sfrutta una vulnerabilità
del browser della vittima;
un messaggio pervenuto
nel mondo social: chat/
post/sms o addirittura
attraverso l’inserimento
di una chiavetta USB.
…alla difesa
L’azione più efficace per
ridurre il rischio di attac-
chi cyber è rappresentata
dal sensibilizzare le per-
sone a queste forme di
attacco e dare loro una
formazione, indirizzata a
permettere loro di rico-
noscere comportamenti
sospetti e a utilizzare
gli strumenti informatici
(computer, chiavette USB, smartphone,
tablet, facebook, twitter, servizi di condivi-
sione di file, servizi in cloud dei propri dati
ecc.) con accorgimenti mirati. Quest’ultimo
aspetto è più che mai importante: come
verificare la reale provenienza di un mes-
saggio di posta elettronica? Come capire
se la cifratura del canale https utilizzato
per le proprie attività di home banking sia
integra e sicura? Come essere certi che
la rete wi-fi che si sta utilizzando sia ero-
gata da chi effettivamente ci si aspetta?
Come controllare che un account Face-
book che chiede l’amicizia corrisponda
a una persona reale? Come minimizzare
l’esposizione dei propri dati e informa-
zioni riservate? Come scegliere e gestire
al meglio le innumerevoli password che
ormai sono presenti nella vita quotidiana?
Queste sono solo alcune delle tematiche
comportamentali alle quali le persone do-
vrebbero essere preparate a rispondere
nel mondo odierno e che consentono di
mitigare i rischi che quotidianamente arri-
vano dal mondo cyber, anche quelli molto
seri, legati ai figli, come il cyber-bullismo
e i cyber-adescamenti. Una seconda cate-
goria di azioni efficaci che tutti dovrebbero
intraprendere per diventare degli inter-
nauti sicuri riguarda più da vicino la tec-
nologia. In particolare: mantenere sempre
aggiornato il sistema operativo dei propri
dispositivi informatici; effettuare regolar-
mente un back up dei dati, conservandolo
al sicuro; proteggere i dispositivi informa-
tici (anche smartphone e tablet) con un
buon anti-malware (sempre aggiornato),
in grado di rilevare sia virus sia APT; uti-
lizzare un utente per le proprie operazioni
quotidiane e non l’account da amministra-
tore; installare nel browser utilizzato per
la navigazione solo i plug-in strettamente
necessari; scegliere password facili da
ricordare, complesse da indovinare da
parte di un’attaccante e custodirle in ma-
niera sicura; utilizzare password differenti
per i servizi critici, cambiandole periodi-
camente; rimuovere gli account relativi
ai servizi non più utilizzati; controllare gli
allegati di posta elettronica sospetti prima
di aprirli e i link sospetti prima di seguirli
in navigazione; non condividere mai file
o informazioni riservate in luoghi non si-
curi, come il mondo dei social network, i
servizi online o in cloud non noti, le reti
wi-fi pubbliche, le aree condivise. Esi-
stono poi sul mercato realtà che mettono
a disposizione dei clienti le funzionalità di
un Security Operation Center (SOC). Ma
cos’è un SOC? È un centro di comando
presidiato da analisti in grado di monito-
rare le reti informatiche dei clienti, corre-
lando allarmi di natura fisica a incidenti e
attacchi informatici.
Axitea opera come Global Security Provider
nel virtuoso incrocio tra tecnologie innova-
tive, servizi di vigilanza avanzati e sistemi
di protezione fisica e cyber all’interno di un
mercato in forte trasformazione, anche per
la convergenza tra informatica, telecomuni-
cazioni, controlli, automazione e Internet of
Things. Forte di conoscenze, competenze ed
esperienze sviluppate in ambito vigilanza e
sicurezza, l’azienda offre una vasta gamma
di servizi, che vanno alle attività di presidio
del territorio e di gestione proattiva degli
allarmi e degli interventi, allo sviluppo di
competenze specialistiche nella progetta-
zione, realizzazione, integrazione, manuten-
zione e gestione di piattaforme e soluzioni
tecnologiche dedicate alla sicurezza fisica,
al controllo accessi, alla videosorveglianza,
al monitoraggio satellitare e alla protezione
di infrastrutture ICT.
Axitea -
www.axitea.itAxitea è in grado di progettare, realizzare, manutenere e gestire piattaforme e soluzioni
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