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35

SFF |

IN TEMPO REALE

EMBEDDED

55 • FEBBRAIO • 2015

Nonostante la possibilità di avere costi iniziali

di sviluppo più elevati, un modulo proprietario

fornisce l’opportunità di differenziare il prodot-

to finale grazie alla capacità di includere molte

funzionalità (sensori di vario tipo, comunicazio-

ni M2M, GPS, DSP e così via) che migliorano

la user experience. Ma proprio questi nuovi ele-

menti e componenti connessi al modulo introdu-

cono nuovi potenziali point-of-failure, che fini-

scono per tradursi in ulteriori costi di servizio.

E qui sta il punto: in genere, i moduli proprie-

tari possono essere meglio controllati dall’OEM

che li ha commissionati, perché gli utenti finali

della soluzione devono poi acquistare la parti

di ricambio da fonti autorizzate, a differenza

di quanto accadrebbe con i moduli COTS (com-

mercial off-the-shelf) disponibili liberamente

sul mercato. Alla luce di tutte queste considera-

zioni, si può dire che l’utilizzo di moduli embed-

ded proprietari sia consigliabile quando porta

reali vantaggi a livello di differenziazione del

prodotto finale e di valore percepito dall’utente,

e quando permette di resistere meglio ai tenta-

tivi di imitazione messi in atto dai concorrenti.

Altrimenti, meglio optare per un modulo stan-

dardizzato.

Parlando invece di scelta tra prodotti più

maturi e altri più all’avanguardia

tecnologica, il trade-off si misura

essenzialmente in termini di capa-

cità di trovare servizi di assi-

stenza e supporto. In gene-

rale, scegliere un modulo

embedded più maturo e

ampiamente adottato

per gli OEM signifi-

ca poter capitalizzare

sull’esperienza collettiva

consolidata dal settore. Un

altro principio chiave, per non

precludere le opportunità di espansio-

ne delle soluzioni, è poi selezionare moduli

embedded con chipset e processori essi stessi

modulari e, come tali, aggiornabili una volta

che nuovi componenti e processori diventano

disponibili sul mercato.

Fig. 3 – Un SBC (sin-

gle board computer)

basato su form factor

PC/104 Plus (Fonte:

Kontron)

Applicazioni ‘rugged’: NanoX avanza

Lo scorso ottobre,

VITA

, l’organizzazione non-profit di fornitori che promuove architetture di sistema

aperte nel mondo embedded e in applicazioni critiche, ha annunciato la formazione della

VNX Marke-

ting Alliance

, il cui scopo è stabilire un ecosistema di parti interessate a promuovere la conoscenza,

e contribuire alla crescente adozione, della tecnologia e specifica VITA 74 NanoX Small Form Factor,

rilasciata come draft standard VITA alla fine del 2013. NanoX definisce specifiche meccaniche ed elet-

triche per implementare un sistema SFF, ed è rivolto alle piattaforme di computing per applicazioni

‘rugged’, quindi ad ambienti in cui il funzionamento avviene in condizioni severe. La specifica indirizza

la necessità di un approccio standardizzato ai sistemi ‘small-scale’ e incoraggia i vendor a fornire

componenti da usare in piccoli sistemi a vari livelli, includendo moduli, backplane, enclosure e sistemi

integrati.