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SFF
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EMBEDDED
55 • FEBBRAIO • 2015
Moduli embedded,
mercato molto frammentato
La varietà di fornitori, tipologie e sottotipologie
di moduli embedded SFF, complicata ulterior-
mente dalla coesistenza di versioni commerciali
e industriali (‘ruggedized’), e dalla possibilità di
scegliere prodotti differenti in termini di proces-
sori, memorie e funzionalità, rende particolar-
mente complesso il processo di selezione della
soluzione più appropriata. Anche perché in tale
scelta gli ingegneri progettisti devono tenere in
considerazione i lunghi cicli di vita dei prodot-
ti, che rappresentano un requisito fondamenta-
le in molte tipologie di applicazioni embedded.
Un fattore questo non certo trascurabile, visto
che poi, una volta completato ciascun progetto,
il prodotto finale in questione deve essere sot-
toposto a processi di collaudo e certificazione
rigorosi, imposti dalle normative di complian-
ce vigenti nei vari settori, ad esempio quelle in
campo medicale.
C’è poi un dilemma per gli OEM, che continua
a riproporsi. E cioè, se sia meglio imboccare la
strada di progettare i prodotti utilizzando mo-
duli proprietari, oppure sia più corretto e strate-
gico adottare soluzioni SFF basate su standard.
Queste ultime, ad esempio COM Express, di cui
VDC stima oltre una trentina di fornitori, po-
trebbero subire, indica la società di ricerche, gli
effetti negativi derivanti dal processo di conso-
lidamento del comparto, che tende a spingere
i fornitori di moduli meno profittevoli a uscire
dal mercato o, nella migliore delle ipotesi, a
dismettere prematuramente i prodotti a basso
margine.
Inoltre operazioni di acquisizione come quella
di
MSC Group
da parte di
Avnet
, in prospettiva,
potrebbero determinare un impatto in termini
di ridefinizione delle relazioni e rapporti com-
merciali tra gli OEM, i loro fornitori e i partner
della distribuzione. Gli effetti del consolida-
mento si tradurrebbero anche in termini di va-
riazioni sui prezzi e sulla disponibilità di molti
moduli embedded. Ma resta comunque il fatto
che standard come COM Express sono soluzioni
ben supportate.
L’alternativa, cioè l’adozione di moduli SFF
proprietari, in generale, si rivela ancora la scel-
ta ottimale per gli OEM, indica VDC, e per una
serie di motivi. Di questi ve ne è uno chiave.
Fig. 2 – Un modulo COM Express di tipo ‘rug-
ged’ (Fonte: MEN Mikro)
Difesa, gli UAV mercato
crescente per gli SFF
Oggi, nel mondo militare, la diffusione dell’utilizzo in varie missioni di droni, sistemi UAV (unmanned ae-
rial vehicle) e UAS (unmanned aircraft system) accresce la necessità di moduli SFF. Qui l’esigenza tipica
è dover rispettare determinati vincoli di dimensioni, peso e alimentazione, noti come requisiti SWaP
(size, weight and power). E qui la tecnologia SFF può fornire un valido aiuto. Gli integratori di sistemi
UAV, a seconda delle esigenze e dei budget disponibili, possono optare per schede PC/104, prodotti
COTS (commercial off-the-shelf) e soluzioni custom. Le funzionalità, da integrare in spazi molto ristretti
e sistemi estremamente compatti, vanno dall’acquisizione dati, all’elaborazione di segnali, alla gestione
termica evoluta, e possono avvalersi di processori e FPGA di ultima generazione.




