Fieldbus & Networks
di Davide Crispino
Sicurezza
NUOVE VULNERABILITÀ
E UN NUMERO CRESCENTE
DI PROGRAMMI INFETTI
RENDONO NECESSARIO PROTEGGERE
COMPUTER E SISTEMI DI CONTROLLO
INDUSTRIALI. E LA CYBER SECURITY
DIVENTA ‘INDUSTRIAL’
LA CYBER SECURITY
AL TEMPO DELL’IIOT
l panorama industriale attuale è carat-
terizzato dalla sempre maggiore diffu-
sione di sistemi interconnessi tra loro.
Tuttavia, nella progettazione e nella
costruzione dei singoli componenti di
sistema, i responsabili spesso non hanno
considerato tutti i flussi di comunicazione
tra il sistema in esame e il resto della rete,
tralasciando quindi l’introduzione delle so-
luzioni di sicurezza informatica già in fase
di progetto (security by design). Purtroppo è
ancora comune pensare di mettere al sicuro
la propria azienda concentrando l’atten-
zione sulle tradizionali aree di competenza
IT, trascurando inconsapevolmente i rischi
derivanti dalle comunicazioni di fabbrica,
legati per esempio alle reti wi-fi usate in
produzione, all’uso di chiavi USB infette o
a violazioni di connessioni VPN. Gli attacchi
subiti in passato hanno inoltre dimostrato
che le minacce possono riguardare addirit-
tura protocolli industriali specifici e tecnolo-
gie proprietarie, nel caso si tratti di attacchi
mirati. Nuove vulnerabilità della sicurezza e
un numero crescente di programmi dannosi
rende necessario proteggere computer e si-
stemi di controllo delle reti industriali contro
attacchi, malware e accessi non autorizzati.
Nuovi scenari di rischio
Gli attaccanti, in particolare quelli legati
ad attività cyber criminali, da qualche
anno sono usciti dalla fase ‘artigianale’
e si sono dotati di strumenti automatici
molto potenti, che moltiplicano enor-
memente la loro capacità di colpire ‘a
tappeto’, in modo sistematico, sostanzial-
mente chiunque. L’automatizzazione degli
strumenti di attacco, che spesso consi-
stono in piattaforme software disponibili a
poco prezzo nel ‘dark web’, ha permesso a
molti soggetti criminali, anche non dotati
delle competenze informatiche sofisticate
tipiche dei primi hacker, di ottenere grandi
prodotti economici dal mondo del cyber
crime. Questo è fonte di rischi molto seri
e spesso non ben compresi. Se lo sviluppo
dei sistemi di attacco industrializzati e au-
tomatizzati permette un’azione su larga
scala, il crescente impiego di soluzioni
digitali nei sistemi industriali porta a una
contemporanea crescita dei nodi esposti
al rischio di attacco. A questo si aggiunge
un tasso di crescita di questi sistemi più
alto dello sviluppo della capacità di pro-
teggerli. Come risultato, la forbice tra
i costi di attacco e quelli di difesa si sta
sempre più ampliando: per ogni dollaro
investito dagli attaccanti nello sviluppo
di nuovo malware, il costo sopportato dai
difensori è di milioni di dollari. Tutto ciò
rende necessario cambiare le strategie di-
fensive e diventare consapevoli del fatto
che la vera questione non è più ‘se’, ma
‘quando’ si subirà un attacco informatico
e soprattutto quali saranno gli impatti
SETTEMBRE 2017
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