rimanervi non identificate da firewall e si-
stemi di threat monitoring tradizionali. Da
ciò nasce l’esigenza di funzionalità di Deep
Packet Inspection (DPI) e SSL/TLS. Solo con
questi strumenti è possibile per le aziende
garantirsi una difesa efficace contro attac-
chi che sfruttano questo tipo di vettore.
Le minacce ovviamente non si limitano
a quelle appena descritte: sistemi non
aggiornati, come nel caso dell’attacco
WannaCry, e un utilizzo sconsiderato di
dispositivi esterni continuano a causare
problemi. Questi vettori più tradizionali
sono ancora efficaci, perché le aziende
non adottano policy specifiche sulle patch
e sull’utilizzo dei device, anche quelli per-
sonali, all’interno della rete aziendale,
lasciando liberi i dipendenti di accedere
a contenuti da fonti non autorizzate e non
dotando i sistemi degli aggiornamenti di
sicurezza più recenti.
Strumenti per un’elevata
sicurezza
Gli strumenti e le risorse a disposizione
delle aziende non sono mai stati così
evoluti e in grado di creare e supportare
un elevato livello di sicurezza. Tuttavia, è
compito di ogni singolo team seguire le
best practice per la propria infrastruttura.
Tutto comincia dalla creazione di un ‘fire-
wall umano’, insegnando ai dipendenti,
in particolar modo quelli addetti ai paga-
menti, come comportarsi di fronte a poten-
ziali minacce, per esempio email infette e
pop-up sospetti. È fondamentale che tutto
il software, incluso i browser, i sistemi ope-
rativi e il firmware IoT siano aggiornati con
le più recenti patch di sicurezza. Le aziende
devono inoltre assicurarsi di utilizzare mol-
teplici livelli di difesa e prodotti integrati
in modo appropriato. A cominciare da una
policy di sicurezza che non si fidi di niente
(network, risorse ecc.) e nessuno (vendor,
franchisee, personale interno ecc.) e stabi-
lisca eccezioni ove necessario. Investendo
in soluzioni di cyber security e strategie di
prevenzione moderne, le aziende possono
avere la certezza di essere posizionate al
meglio per difendersi contro le minacce più
recenti, incluso il malware cifrato, che sta
diventando una delle principali problema-
tiche per le realtà che non sono in grado
di analizzare il traffico di rete SSL/TLS/
https. Infine, occorre considerare il feno-
meno Internet of Things (IoT): IDC stima
che entro il 2020 saranno circa 30 miliardi i
dispositivi connessi. Con l’integrazione nei
componenti chiave delle nostre vite private
e lavorative, i dispositivi IoT hanno rappre-
sentato un interessante vettore di attacco
per i cyber criminali nel 2016. E sono au-
mentati per svariati motivi.
Minacce nascoste
nei dispositivi IoT
Gli sviluppatori IoT e le start-up sono
sempre sotto pressione per sbaragliare
la concorrenza e questo ha fatto sì che
vengano lanciati sul mercato dispositivi
privi di funzionalità di sicurezza avanzate.
Nella maggioranza dei casi, poi, gli utenti
non provvedono a modificare la password
di default, spesso facilmente individuabili.
Inoltre, quando i cyber-criminali scoprono
una falla nel firmware di un device sono
in grado di sfruttarla all’infinito, perché ra-
ramente il produttore dispone di un team
dedicato all’aggiornamento e al patching
di questi problemi, o informa gli utenti
dell’accaduto. Senza normative, linee guida
o responsabilità per i produttori di disposi-
tivi IoT, questo settore è un vero e proprio
‘parco giochi’ per i cyber criminali.
Queste falle nella sicurezza hanno per-
messo ai malintenzionati di lanciare il più
esteso attacco Distributed Denial-Of-Ser-
vice (DDoS) della storia nel 2016. Anche
se il costo esatto dei numerosi attacchi di
alto profilo perpetrati nel 2016 non è stato
reso noto, si stima che gli attacchi DDoS
costino alle aziende inmedia 22.000 dollari
al minuto, con un costo che può arrivare
a 100.000 al minuto. Visto che l’attacco
DDoS medio dura 6 ore, l’impatto finanzia-
rio può essere enorme. Per evitare che i di-
spositivi IoT vengano coinvolti in un attacco
del genere, occorre accertarsi che siano
protetti da un next-generation firewall in
grado di individuare malware IoT-specifico
come Mirai. È inoltre fondamentale segre-
gare tutti i device IoT in rete nel caso uno di
essi venga compromesso. Per concludere,
non esiste l’invulnerabilità agli attacchi
cyber e, seppure con eccezioni locali, la
connettività internazionale offerta da Inter-
net consente ai criminali di raggiungere i
propri bersagli in ogni parte del mondo. La
natura delle cyber minacce è in evoluzione
e gli esperti di sicurezza sono sempre un
passo indietro rispetto a esse. Le aziende
di grandi dimensioni sono ora più consape-
voli dei pericoli e in genere maggiormente
a rischio a causa del loro profilo nazionale
e internazionale. Di conseguenza, tendono
a essere più attente rispetto alle piccole, le
quali devono finalmente comprendere di
essere anch’esse tra i potenziali bersagli.
SonicWall
www.sonicwall.com/itNon esiste l’invulnerabilità agli attacchi cyber: comprendere di essere
tra i potenziali bersagli è il primo passo per cominciare a difendersi
Le aziende devono assicurarsi di utilizzare molteplici livelli di difesa e prodotti
integrati in modo appropriato
SETTEMBRE 2017
FIELDBUS & NETWORKS
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Foto tratta da www.pixabay.com
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