SETTEMBRE 2017
FIELDBUS & NETWORKS
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Fieldbus & Networks
mente, gli aggressori informatici, che
possono fingersi operatori della pubblica
sicurezza (polizia postale, FBI, organizza-
zioni anti-pirateria), notificano lo stato di
blocco del PC o server a causa di opera-
zioni ritenute illegali e chiedono di pagare
una multa (o un riscatto pari a centinaia
o migliaia di dollari) entro uno specifico
lasso di tempo per ripristinare l’accesso
ai dati. Superata la scadenza i file sono
impossibili da decodificare e, spesso,
pagare pegno non porta alla certezza del
ripristino dei dati stessi. L’unico modo per
proteggersi da tutti i tipi di malware, sep-
pure elementare, è mantenere i sistemi
sempre aggiornati scaricando le ultime
patch, adottare antivirus adatti e, ovvia-
mente, effettuare periodicamente i back
up (anche attraverso cloud) e verificare le
capacità di ripristino.
Riconoscere
i ransomware
I ransomware sono una delleminacce infor-
matiche più diffuse degli ultimi anni. Creati
da scammer con conoscenze elevate nel
campo della programmazione informatica,
si infiltrano nei PC mediante un allegato di
unamail oppure attraverso il browser. Cryp-
tolocker, Cryptowall, CoinVault, BitCryptor,
TorrentLocker, TeslaCrypt sono solo alcuni
dei ransomware più diffusi. Il ransomware
lavora su due livelli: un attacco
scareware
blocca l’accesso al sistema operativo, che
viene facilmente ripristinato con il
rescue
disk
, mentre nel caso di un
trojan
, come il
recente CryptoLocker, tutti i file saranno co-
dificati e ‘rilasciati dietro riscatto’. Ancora
una volta, la prevenzione e i back up sono
fondamentali, non si può infatti rischiare,
a causa di un
single point of failure
da cui
accede il ransomware, di bloccare i server
Scada con conseguente fermo macchine.
In tal senso sono disponibili soluzioni per
rendere
fault tolerant
le applicazioni HMI/
Scada, inmodo da ridurre al minimo i tempi
di fermo e in alcuni casi assicurare anche
un
always on
. Inoltre, è consigliabile seg-
mentare la rete per limitare la diffusione
dell’attacco. A un primo livello di sicurezza
si potrebbe adottare il modello proposto
dallo standard ISA99/IEC62443, che seg-
menta la rete concedendo la connessione
solo attraverso ‘Conduit’ logici controllati e
filtrati. Vanno poi considerati gli applicativi
dei principali fornitori software, tra i quali
Kasperry, Symantec, Avast, Check Point…,
e sono numerosi anche gli strumenti anti-
ransomware gratuiti, comeAlcatraz Locker,
Apocalypse, BadBlock, Bart, Crypt888,
CrySiS, Globe, Legion, NoobCrypt, SZFLo-
cker, TeslaCrypt. Un’ultima opzione è quella
di progettare un sistema ad hoc, seguendo
l’approccio
security by design
.
Il cloud: pericolo
o risorsa?
La ‘non fisicità’ del cloud, che per alcuni
desta preoccupazioni, può essere un punto
di forza contro i malware. Riducendo la
parte fisica di un’architettura è infatti
possibile minimizzare il rischio di attacchi
dovuto all’uso di chiavette infette o alla
navigazione non sicura. La maggiore ca-
pacità di back up in termini di dimensioni,
ma anche di tempi, è sicuramente un altro
elemento fondamentale in fase di
Disaster
Recovery
: una macchina sempre attiva
o ‘dormiente’ si riavvia più in fretta di un
server tradizionale. Attraverso il cloud, dun-
que, proteggere da minacce ransomware e
preservare la continuità aziendale, anche
negli scenari Byod, è immediato e sicuro,
nonché significativamente più economico.
Le stesse soluzioni di
end point security
possono essere gestite tramite cloud. Il
Cloud Security Alliance ha rilasciato diversi
standard e protocolli proprio in tal senso.
Cinque passi contro
i cyber attacchi
Per minimizzare i rischi di cyber attacchi,
i principali produttori di soluzioni antivirus
suggeriscono di seguire pochi accorgi-
menti, ma di attuarli tutti con metodo e
costanza. Il primo è quello di insegnare
ai propri dipendenti e collaboratori a ri-
conoscere una campagna di phishing e di
formarli sulla pericolosità dei malware. Il
secondo è condurre periodicamente una
valutazione delle condizioni di sicurezza,
per individuare ed eliminare le vulnera-
bilità. Poi è necessario sistematizzare le
procedure di data governance: un piano
di back up è fondamentale nella prote-
zione dai malware e per il rapido ripristino
delle funzionalità. Si dovrebbe poi im-
plementare la tecnologia appropriata su
gateway web ed email per scansionare
URL conosciuti e sospetti e classificare
i contenuti legittimi così come i sospetti
malware. Con l’utilizzo di soluzioni di net-
work security si rilevano i ransomware
prima che vengano eseguiti, mettendoli in
quarantena o detonandoli in una sandbox.
Un altro passo importante è quello di valu-
tare metodi avanzati di protezione, adatti
al proprio ambito produttivo. Uno scena-
rio di
default deny
per sistemi Scada, per
esempio, periodici controlli di integrità per
i controller e un monitoraggio specifico
della rete. Infine, ma non per importanza,
occorre supportare lo sforzo interno con
l’intelligence dei vendor esterni. Seppure
nessuna di queste soluzioni sia rivolu-
zionaria, attivate contemporaneamente,
come ahimè difficilmente avviene, per-
mettono una corretta protezione e una
maggiore sicurezza.
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Foto tratta da www.pixabay.com




