umani di controllare i robot attraverso
semplici app per smartphone. Hanno co-
minciato a diffondersi anche app store
dedicati ai robot.
Questo nuovo ecosistema è costellato
però da software obsoleti, basati su si-
stemi operativi vulnerabili e librerie non
sempre aggiornate, scarso o scorretto
utilizzo di crittografia, sistemi di autenti-
cazione deboli, con credenziali predefinite
che non possono essere cambiate facil-
mente. Alcuni robot possono addirittura
essere raggiunti direttamente da Internet,
per il monitoraggio e la manutenzione a
distanza. Come se non bastasse, i robot
sono progettati per interagire sempre più
a stretto contatto con gli esseri umani e
questo aumenta la possibilità di causare
danni fisici agli operatori che lavorano con
questi macchinari.
Un caso di studio
La ricerca ha preso in considerazione
anche un caso di studio per dimostrare
esattamente come lanciare l’attacco a un
robot tipico del settore industriale, pren-
dendo come ‘cavia’ un modello di robot
realmente esistente. I ricercatori del Poli-
tecnico in collaborazione con Trend Micro
hanno trovato diverse vulnerabilità, tra
cui: servizi di rete senza protezione; bug di
‘command injection’ che permettono a un
aggressore di eseguire comandi arbitrari
sul computer che controlla il robot; scarso
o scorretto utilizzo della crittografia; bug
di ‘memory corruption’ che permettono a
un aggressore di controllare il codice mac-
china in esecuzione; mancanza di controllo
d’integrità e autenticazione del codice;
scarso o assente isolamento dei processi.
Combinando queste vulnerabilità, i ricer-
catori hanno dimostrato l’esistenza di
cinque attacchi specifici ai sistemi robo-
tici industriali, che vanno dalla violazione
dei minimi requisiti di sicurezza fisica,
fino all’introduzione di micro difetti negli
oggetti manipolati dal robot. I ricercatori
hanno collaborato con l’azienda produt-
trice del modello di robot considerato
per la risoluzione delle problematiche: “Il
produttore ha immediatamente e pronta-
mente proceduto a correggere le vulnera-
bilità riscontrate, mostrando un processo
di gestione delle vulnerabilità estrema-
mente efficiente” ha dichiarato Zanero,
responsabile della ricerca.
I possibili scenari
I robot rappresentano un elemento sempre
più critico del nostro tessuto industriale.
Questo li rende un bersaglio potenziale sia
per gruppi cybercriminali in cerca di gua-
dagno, sia per stati che vogliono colpire
l’operatività di un avversario. Gli scenari
sono svariati: creazione di danni fisici,
sabotaggio di prodotti, esfiltrazione di
segreti industriali, fino alle richieste di ri-
scatto avanzate dall’aggressore in cambio
di rivelare in quali unità di prodotto egli ha
silenziosamente introdotto micro-difetti
(per esempio automobili, aerei, medici-
nali). Per tutelarsi è necessario un ap-
proccio e uno sforzo olistico, che richiede
il sostegno e la partecipazione di tutti gli
stakeholder, inclusi i vendor di security e
gli sviluppatori di software, andando ben
oltre il migliorare semplicemente la qua-
lità dei software embedded.
La strada è ancora lunga, ma ricerche di
questo genere aiutano a dare un segnale
e a sviluppare un’Industria 4.0 sempre
più sicura.
www.trendmicro.itArchitettura standard di un sistema industriale con impiego di robot
*
(
À
SETTEMBRE 2017
FIELDBUS & NETWORKS
49
Video disponibile al link
www.you-
tube.com/watch?v=BxHYtFlKruY&-feature
=youtu.be




