SETTEMBRE 2017
FIELDBUS & NETWORKS
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Fieldbus & Networks
totale; quelle non volute (errori degli ope-
ratori dovuti a scarsa competenza oppure
a sistemi di interfacciamento non chiari),
che pesano per oltre il 15%; o ancora pro-
blemi derivanti da malfunzionamenti o da
non accurata integrazione IT/OT (circa il
10%). Quale che sia la causa, è evidente
che con il diffondersi dell’IoT (che in ambito
industriale diventa IIoT, Industrial Internet
of Things) ogni dispositivo, sensore, server,
client di visualizzazione o periferica è un
potenziale punto di accesso. Soprattutto
nelle architetture non presidiate, tipiche
delle vaste reti di distribuzione, non si può
rischiare che un
‘single point of failure’
, l’a-
nello debole della catena, comprometta la
sicurezza dell’intero sistema. È bene perciò
segmentare la rete, creare compartimenti
stagni entro i quali isolare l’attacco o il
problema. Un primo passo potrebbe quindi
essere quello di proteggere l’impianto e
l’infrastruttura sistemistica esistente me-
diante l’utilizzo di dispositivi da considerare
come presidi di security secondo il modello
proposto proprio dallo standard ISA99/
IEC62443 per segmentare la rete in ‘zone’
e segregare asset critici (RTU/PLC e server)
concedendo la connessione solo attraverso
‘Conduit’ logici controllati e filtrati.
La security by design
Un modo adeguato e migliore di proce-
dere sarebbe adottare i dettami previsti
dal modello della ‘security by design’, pro-
gettando cioè il sistema, l’impianto e l’in-
frastruttura tenendo presenti le questioni
rilevanti per la cyber security, mettendo al
primo passo proprio un’attenta analisi e
valutazione del rischio. Questo consente
di concentrare gli sforzi nei punti in cui si
riterranno le contromisure e gli interventi
più efficaci e urgenti. E soprattutto è utile
rivisitare periodicamente le scelte fatte
per verificare se le contromisure adottate
siano ancora adeguate ai rischi correnti.
Di grande aiuto poi risultano tecnologie
come la virtualizzazione, il cloud, i virtual
desktop e i thin client, che hanno mostrato
come lavorare su credenziali e controllo
accessi, sul traffico dati in entrata e in
uscita, sulla possibilità di eseguire back
up temporizzati e ravvicinati, sia strada
assai più sicura di quella di creare un ‘pe-
rimetro invalicabile’, come si tendeva a
fare negli anni addietro.
A proposito del cloud, vale la pena evi-
denziare che gli stessi fattori che costi-
tuiscono una ‘preoccupazione’ per gli
utenti in ambito business sono parados-
salmente i punti di forza delle soluzioni in
cloud dell’Industrial Internet: eliminare o
comunque ridurre all’osso la parte fisica
di un’architettura di sistema contribuisce
a rimuovere l’errore umano dalle possibili
modalità di attacco. Chiavette infette o
una navigazione non controllata difficil-
mente potranno ancora essere all’origine
di una problematica di security. Attual-
mente, molte attività
per definire modelli
e strategie per
mettere in sicu-
rezza le applica-
zioni in cloud
sono in
fase di studio da parte di diversi attori e
dobbiamo sicuramente menzionare docu-
menti e standard rilasciati da CSA (Cloud
Security Alliance). Inoltre, la possibilità
di creare un elevato numero di immagini
dei server online (prima era impossibile
per non dire ingestibile: sarebbe stato
necessario un numero di computer im-
proponibile e una sala server immensa)
permette di programmare i back up del
sistema anche a distanza molto ravvici-
nata, consentendo all’utente di recupe-
rare dati e rimettere in piedi il sistema in
tempi rapidissimi, anche con un occhio
alla ‘resilienza’. Le architetture con
l’utilizzo di macchine virtuali aumen-
tano la disponibilità e le prestazioni
in caso di disaster recovery: una mac-
china sempre attiva o ‘dormiente’ si
riavvierà comunque più in fretta di un
server tradizionale. Oggi sul mercato
sono disponibili anche tool software per
rendere fault tolerant applicazioni HMI/
Scada con un livello di costi e impegno
tecnico assolutamente abbordabile anche
per applicazioni di piccole e medie dimen-
sioni, con l’obiettivo di renderle ‘always
on’ fino anche al 99,9999% del tempo.
ServiTecno, azienda specializzata nella
fornitura di software e sistemi per appli-
cazioni in ambito industriale, è distribu-
tore per l’Italia dei prodotti Scada/HMI di
GE Digital e offre una cospicua gamma di
prodotti e servizi negli ambiti: fault tole-
rance e high availability, cyber security e
Control System Protection; change control
e change management; gestione informa-
tica della manutenzione (Cmms); sistemi
e servizi per telemetria e telecontrollo
Gprs con soluzioni per m2m, IoT,
mobile for manufacturing, virtua-
lizzazione, ThinClient VDI ecc.
ServiTecno
www.servitecno.itGli accorgimenti
da adottare
per proteggere l’ambiente
OT devono adattarsi alle
esigenze della produzione
(*) Coordinatore Area
di Ricerca Internet
of Things di CSA Italy




