SETTEMBRE 2017
FIELDBUS & NETWORKS
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di rilevare i virus quando il cyber attacco
è iniziato. La parola d’ordine è quindi
threat prevention
.
TCP/IP: il primo punto
d’accesso
Il punto di accesso più utilizzato dai cyber
criminali sono indubbiamente i protocolli
di rete (TCP/IP) che, ancora oggi, sembra
paradossale, sono spesso poco protetti.
Utilizzando un attacco chiamato
man-in-
the-middle
si accede al centro della rete
del computer per monitorare tutte le comu-
nicazioni o, più frequentemente, acquisire
informazioni riservate. Attraverso quello
che viene definito un attacco DoS (
Denial of
Service
) è invecepossibileesaurire le risorse
di un sistema: il cyber terrorista tempesta il
server o le altre componenti della rete fino
a sovraccaricarle e limitare o interrompere il
trasferimento dei dati. Con un attacco DDoS
(
Distributed Denial of Service
) si agisce su
più macchine contemporaneamente, anche
un centinaio, operando direttamente sui
service provider e installando, per esempio,
unmalware che può danneggiare le funzioni
di ricerca programmate, o le aree di login ai
siti. In questo caso, i cyber criminali possono
potenzialmente utilizzare i
cross-site scrip-
ting
(XSS), inoltre, con l’ausilio di Java Script
eseguibili nel browser, possono, per esem-
pio, rubare le informazioni sulle credenziali
di accesso e sulle password. Cosa fare? Il
primo passo, per ovvio che sia, è quello di
verificare che i sistemi di protezione in tal
senso siano adeguati. È necessario rendere
più difficile l’individuazione degli indirizzi
IP e migliorarne la sicurezza. Si possono
impiegare IPSec e TLS, due livelli che si
inseriscono nello stack protocollare TCP/IP
classico. L’IPSec si poggia direttamente su
IP, può essere implementato direttamente
in hardware garantendo trasparenza
alla macchina, alle applicazioni e
al sistema operativo, oppure
in software, con una modifica
al sistema operativo. Il TLS,
invece, è un protocollo che non
prevede interventi al sistema ope-
rativo, in quanto deve essere imple-
mentato nelle applicazioni. Essendo però
posizionato sopra al TCP, ne prende tutti i
rischi, compresi l’esposizione agli attacchi
DoS. Non bisogna poi tralasciare l’aggiorna-
mento costante dei firewall.
Attenzione ai malware
Contrariamente a quanto si pensa,
i malware non colpiscono principal-
mente i consumatori: secondo lo studio
Kaspersky Lab
‘Threat Landscape for
Industrial Automation Systems in the
second half of 2016
’, la percentuale di
computer industriali sotto attacco è pas-
sata da più il 17% a luglio 2016 a oltre
il 24% a dicembre 2016. In particolare,
nel secondo semestre dello scorso anno
sono stati bloccati download di malware
e tentativi di accesso a siti di phishing
su oltre il 22% dei computer industriali.
In altre parole, una macchina su cinque
ha rischiato l’infezione o la compromis-
sione delle credenziali su Internet almeno
una volta. In questo periodo sono stati
scoperti circa 20.000 diversi campioni
di malware nei sistemi di automazione
industriale appartenenti a oltre 2.000
differenti famiglie di malware. Spyware,
backdoor, keylogger, malware finan-
ziari, ransomware e wiper possono im-
pedire all’azienda di controllare il proprio
ICS o possono essere utilizzati per attac-
chi mirati. A segnalare la presenza di un
malware è sicuramente la lentezza del
computer, così come pop-up, spam e
frequenti arresti anomali. La prima linea
di difesa dagli attacchi del malware è
sicuramente il sistema operativo stesso,
ma mentre questo riesce oggi a garan-
tire una certa affidabilità, gli ambienti
interni, come runtime Java, browser,
framework .NET e plug-in Flash, non sono
altrettanto sicuri. Lo schema di attacco
di un malware è tendenzialmente sem-
pre il medesimo: l’allegato di una email.
Quando aperto, questo allegato, che so-
litamente sembra essere un documento
o una fattura di un’azienda di consegne,
telecomunicazioni o web store, installa
il malware sul dispo-
sitivo, scarica una
chiave privata da
un server control-
lato dagli aggres-
sori e codifica i file
con un algoritmo, per
esempio RSA da 2.048 bit. Successiva-
Fra le buone pratiche di sicurezza
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e collaboratori
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Foto tratta da www.pixabay.com
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