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SETTEMBRE 2017

FIELDBUS & NETWORKS

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chemeglio si adatta alle proprie esigenze, confidente che il passaggio dei

messaggi tra diverse architetture avverrà nativamente e senza necessità

di programmazione o configurazione particolare. Tutto questo non solo

semplifica la progettazione di un sistema di automazione ex-novo, ma

ne agevola l’espansione e l’integrazione incrementale, per esempio con

nuove applicazioni diagnostiche e di interfacciamento con la rete infor-

matica aziendale.

Oggetti e profili

Negli strati più alti, CIP è un protocollo rigidamente orientato agli oggetti:

ogni oggetto CIP è caratterizzato da attributi

(i dati), servizi (comandi), comportamenti (re-

lazioni tra attributi e servizi) e connessioni.

L’interoperabilità è garantita dal fatto che lo

stesso oggetto, o gruppo di oggetti, quello

che viene indicato come ‘Object Model’, si

comporta allo stesso modo indipendente-

mente dal dispositivo su cui è stato imple-

mentato. Un ulteriore livello di astrazione

a favore dell’interoperabilità multi-vendor

è rappresentato dai profili di dispositivo, o

‘Device Profile’, che specificano l’insieme di

oggetti CIP, le opzioni di configurazioni e il

formato dei dati che devono essere imple-

mentati in ogni dispositivo di un certo tipo.

Per i dispositivi con funzionalità particolari

esiste comunque la possibilità per il produt-

tore di introdurre nuovi oggetti per l’imple-

mentazione di requisiti specifici.

Oltre che dall’interoperabilità, la proget-

tazione di reti conformi allo standard CIP

è agevolata dal fatto che Odva mette a di-

sposizione un’ampia libreria di oggetti, che

permettono di implementare numerose fun-

zioni di comunicazione e automazione, come

trasferimento di file, gestione degli I/O analogici e digitali, funzioni di in-

terfacciamento uomo-macchina, controllo assi, configurazione e gestione

di rete. Estensioni specifiche del protocollo permettono di realizzare fun-

zionalità avanzate per la sincronizzazione (CIP Sync), il controllo assi (CIP

Motion), la sicurezza (Cip Safety) e l’ottimizzazione dei consumi energetici

(CIP Energy). Infine, se i quattro protocolli della famiglia CIP non doves-

sero bastare, sono disponibili servizi di traduzione che rendono possibile

la coesistenza di dispositivi Modbus-TCP ed Ethernet/IP sulla medesima

rete TCP/IP.

Dal produttore al consumatore

Il modello di comunicazione produttore-consumatore adottato da CIP si

presta a un utilizzo più efficiente delle risorse di rete rispetto al modello

mittente-destinatario, per il semplice motivo che rende possibile inviare

simultaneamente la stessa informazione a più dispositivi, senza dover

ripetere il processo per ogni nodo.

Nel modello produttore-consumatore, invece che dall’indirizzo del desti-

natario, il messaggio viene identificato dal proprio ID di connessione: se

un nodo vuole ‘consumare’ un certo tipo di informazione, deve sempli-

cemente chiederlo la prima volta al relativo ‘produttore’, che gli fornirà

un ID di connessione; a eventuali altri nodi che necessitino delle stesse

informazioni verrà fornito lo stesso ID, così da poter ricevere gli stessi dati

in simultanea. I diversi protocolli CIP supportano sulla stessa connessione

tanto i messaggi impliciti (ossia di scambio dati I/O, tipicamente in tempo

reale), quanto quelli espliciti (solitamente impiegati per operazioni di con-

figurazione o raccolta dati senza criticità temporale).

Ethernet/IP: CIP su Ethernet

Come facilmente intuibile dal nome, Ethernet/IP si appoggia allo stan-

dard Ethernet per l’implementazione degli strati più bassi della pila

ISO/OSI. Trattandosi della stessa tecnologia alla base della maggior

parte delle reti locali e metropolitane in ogni angolo del globo, questa

soluzione permette da un lato di sfruttare le economie di scala di un

mercato a livello planetario, dall’altro rende trasparente l’interfaccia-

mento con le reti locali aziendali e d’impresa (fino al passaggio a Inter-

net e al cloud) delle applicazioni di automazione industriale. Ethernet

è compatibile con i protocolli Internet più diffusi, compresi Http, FTP,

Snmp e Dhcp, e si sposa naturalmente con i protocolli di scambio dati

industriali come OPC. Lo strato fisico e di collegamento dati di Ethernet/

IP è descritto dallo standard Ieee 802.3. L’infrastruttura di rete supporta

diverse velocità di trasferimento dati (10, 100, 1.000 Mbps e anche

oltre) e prevede un cablaggio strutturato su rame (doppino intrecciato)

o fibra ottica, con un numero virtualmente illimitato di nodi. La topologia

più diffusa è quella di tipo punto-punto con collegamenti a stella; tipica-

mente si ha una dorsale di switch, dai quali si diramano i collegamenti

verso i vari dispositivi. Ethernet/IP supporta anche topologie lineari e ad

anello per mezzo delle tecnologie ‘Embedded Switch’ e ‘Device Level

Ring’. Per resistere alle sollecitazioni degli ambienti industriali sono pre-

visti connettori di grado industriale RJ45 oM12 conformi alle specifiche

IP67. L’accesso al canale, originariamente a contesa del tipo Csma/CD

(Carrier Sense Multiple Access with Collision Detection), è stato sem-

plificato dall’introduzione delle varianti ‘full duplex’ nei collegamenti

dedicati punto-punto. Ogni singolo collegamento con lo switch si trova

così ad avere a disposizione l’intero canale; questo, unito all’evoluzione

tecnologica degli switch, ha aperto a Ethernet la strada delle applica-

zioni di automazione e controllo di processo. L’adozione degli standard

TCP (Transmission Control Protocol) e UDP (User Datagram Protocol)

su IP (Internet Protocol) nello strato di trasporto dati è invece quello

che rende Ethernet/IP ideale per mettere in comunicazione il piano di

fabbrica con le reti informatiche a livello di impresa. Ethernet/IP utilizza

la tecnica dell’incapsulamento per trasmettere i messaggi CIP sulla rete

Ethernet. Il protocollo TCP, orientato alla connessione e di tipo punto-

punto, si occupa di gestire il flusso dati e la frammentazione e ricostru-



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