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MECCATRONICA |
SOFTWARE
EMBEDDED
55 • FEBBRAIO • 2015
funzionali ed efficienti, che permettano un ac-
cesso agevole e sicuro a ogni informazione uti-
le a tutti i componenti del gruppo di sviluppo.
Metodi comuni a tutti gli ingegneri per la
descrizione del sistema e delle soluzioni pro-
gettuali sono il primo passo per una corretta
interazione. Una difficoltà evidente è quella
di trovare il giusto equilibrio tra la messa in
comunione delle informazioni e dei metodi, e
la libertà di utilizzare strumenti, tecniche e
formalismi tipici di una disciplina specifica.
Questo apparente paradosso si affronta limi-
tando le interazioni a quegli aspetti che sono
davvero fondamentali da condividere, limitan-
do la complessità e stabilendo delle convenzio-
ni coerenti e logiche.
Inoltre, solamente i cambiamenti devono esse-
re scambiati regolarmente a regime, per evi-
tare di intasare con informazioni ridondanti o
non necessarie le comunicazioni.
N
uove sfide per gli ambienti di sviluppo
L’uso di metodi orientati agli oggetti aiuta in
molti casi ma non è la soluzione per tutto il
ciclo di vita di un sistema. Sul campo nasco-
no esigenze che hanno spinto a
ripensare all’ambiente di svi-
luppo che deve oggi essere più
aperto e integrare modellazi-
one, visualizzazione ed essere
declinabile in funzione del ruolo
di ogni fruitore. Oltre ad avere
funzioni automatiche di gesti-
one della documentazione e di
versionamento, deve infatti pre-
vedere opzioni estese di simula-
zione test e diagnostica.
Un esempio di software che ri-
sponde a tutte queste nuove
necessità, assecondando quanto richiesto a
livello procedurale dalla IEC 61131, è
Auto-
mation Studio
, l’ambiente di sviluppo B&R
che supporta i potenti linguaggi orientati agli
oggetti definiti da questo standard internazi-
onale, a partire dal C++; inoltre, permette di-
verse visualizzazioni del sistema per aiutare
nella pianificazione, nella programmazione,
nella gestione del codice e nella configurazio-
ne dell’hardware.
All’interno di Automation Studio, l’editor che
permette la visualizzazione topologica, fornen-
do quindi una panoramica grafica, intuitiva e
facilmente comprensibile dell’intero sistema
suddiviso in oggetti è il punto di partenza. È
questo un livello sufficientemente alto per non
essere complicato da dettagli implementativi,
ma abbastanza specifico da fornire le basi per
una corretta interazione tra tutti i diparti-
menti. Grazie ad esso si ottiene uno sviluppo
tanto modulare e flessibile da poter mappa-
re il software seguendo le funzioni richieste
dall’hardware, permettendo così di creare e
gestire diverse versioni sia del sistema sia del
software.
Ridurre i tempi di progettazione
L’ottimizzazione richiede chiaramente di ri-
durre tutti i singoli tempi di sviluppo che con-
tribuiscono alla finalizzazione del progetto.
A livello software questo richiede, ad esempio,
di poter utilizzare codice da differenti fonti,
scritto in linguaggi diversi, che si adatti a di-
verse piattaforme hardware.
Dal punto di vista dell’elettronica significa ga-
rantire degli standard di comu-
nicazione e una compatibilità
software tra le diverse piatta-
forme (tra PLC, pannelli intel-
ligenti e PC industriali, oppure
tra diverse tipologie di aziona-
mento per differenti tecnologie
e taglie di motori).
Per la meccanica si traduce nel-
la possibilità di virtualizzare,
modellizzare e simulare il sis-
tema. beneficiando del codice
generato automaticamente dag-
li appositi tool e risparmiando
tempo in programmazione. Inoltre, il fatto di
poter testare differenti configurazioni senza
dover realizzare n prototipi reali abbatte i
costi e i tempi in modo impressionante. La si-
mulazione di un nuovo sistema può essere fat-
ta in qualche settimana invece di impiegare
mesi, e senza dover realizzare fisicamente le
parti meccaniche se non della versione finale.
Pratica comune in ambiti quali quello au-
tomobilistico o aerospaziale, le tecniche di
La meccatronica
è un terreno
dove i progettisti
si confrontano
e interagiscono




