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FUNCTIONAL SAFETY |
hardware
EMBEDDED
58 • NOVEMBRE • 2015
sarà obbligatoria nei prossimi anni per tutti i
costruttori di automobili e per i fornitori del set-
tore automobilistico che operano in Europa.
Pioniere della sicurezza funzionale, il produttore
svizzero di semiconduttori Micronas offre il pri-
mo sensore senza contatto a Effetto-Hall confor-
me alla normativa ISO 26262, consentendo così
ai suoi clienti di rispettare fin da ora le severe
norme di sicurezza grazie alla nuova famiglia di
sensori “ASIL ready” HAL 15xy.
Introduzione all’ISO 26262
Lo sviluppo di un sistema conforme alla norma
ISO 26262 si basa sul “ciclo di vita di sicurezza”
descritto nella norma che inizia con la definizio-
ne del sistema oggetto dell’applicazione e la va-
lutazione del rischio da parte del produttore di
auto.
I requisiti di sicurezza risultanti sono quindi as-
segnati a uno degli “Automotive Safety Integrity
Levels”, noti anche come livelli “ASIL”. Esistono
quattro livelli, identificati come A, B, C e D, dove
D identifica il più alto requisito di integrità di
sicurezza del sistema e dei suoi componenti.
Dopo aver definito e classificato i requisiti di si-
curezza di un’applicazione, il fornitore del siste-
ma specifica il concetto di sicurezza e la sua real-
izzazione tecnica per il sistema. Questi sono an-
che i requisiti per i singoli componen-
ti, ad esempio per il sensore “switch”
a Effetto-Hall. Durante il processo di
sviluppo del sistema e dei suoi compo-
nenti, tutti gli aspetti dello sviluppo
hardware e software, inclusi i processi
di concezione iniziale, progettazione,
test, verifica e produzione, comporta-
no una vasta redazione di documentazione. Per
verificare se un componente hardware, come
ad esempio un sensore “switch” a Effetto-Hall,
è conforme ai requisiti di sicurezza a livello di
sistema, si fa riferimento alla relativa specifica
hardware. Per valutare la conformità ai requisiti
di sicurezza in termini quantitativi, sono state
definite nella norma ISO 26262 le seguenti met-
riche:
“Failure in Time” (FIT Rate):
il “FIT” rate
descrive il tasso di guasto di un componente tec-
nico, vale a dire il numero di guasti che si verifi-
cano in 109 ore.
“Single Point Fault Metric” (SPFM):
“SPFM”
specifica la robustezza del sistema in termini di
guasti, il verificarsi dei quali comporterà diret-
tamente il mancato funzionamento dell’intero
sistema. Più alto è il numero, più elevato è il nu-
mero di diagnosi implementate nell’ hardware
per rilevare i singoli guasti.
“Latent Fault Metric” (LFM):
“LFM” specifi-
ca la robustezza del sistema in termini di guasti
che possono causare un malfunzionamento del
sistema non immediato ma solo in combinazione
con altri guasti. Anche in questo caso più alto è
il numero, più elevato è il numero di diagnosi
implementate nell’hardware per rilevare i difetti
latenti.
A seconda della classificazione ASIL, il sistema
deve rispettare i requisiti riportati in tabella 1.
La classificazione ASIL è una caratteristica
dell’applicazione e può essere applicata solo a li-
vello di sistema. I singoli componenti del sistema
possono contribuire solo a raggiungere i requisiti
di sicurezza specificati a livello di sistema.
Come indicato in tabella 1, l’ISO 26262 non dà
prescrizioni specifiche per l’SPFM e l’LFM per il
livello “ASIL A”. Purtuttavia, l’implementazione
di alcune misure di diagnosi nella famiglia di
sensori HAL 15xy garantisce un valore di SPFM
superiore al 60 per cento.
Tabella 1 – Requisiti ASIL e metriche correlate
ASIL
QM A
B
C
D
Fault rate
-
< 10-6/h < 10-7/h < 10-7/h < 10-8/h
SPFM
-
-
> 90% > 97% > 99%
LFM
-
-
> 60% > 80
> 90
Fig. 1 – Alzacristallo elettrico in una vettura




