Table of Contents Table of Contents
Previous Page  74 / 100 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 74 / 100 Next Page
Page Background

NOVEMBRE 2017

FIELDBUS & NETWORKS

74

Fieldbus & Networks

riferimento alle persone che lavorano in azienda e conoscono la storia

dell’automazione dell’impianto almeno degli ultimi vent’anni, ma questo

non è sufficiente se, come avviene in molti casi, il personale operativo

di qualunque ruolo e livello risponde ‘abbiamo sempre fatto così’, atteg-

giamento che preclude ogni possibilità di innovazione. L’Industria 4.0, lo

smart manufacturing come preferiamo dire noi, presuppone una rivolu-

zione non tanto tecnologica quanto culturale, che interessa i processi e le

modalità di progettazione e utilizzo di macchine e impianti. È a supporto

di questa rivoluzione culturale che le consulenze esterne, affiancandosi al

lavoro delle persone interne, possono dare il maggior beneficio. Non biso-

gna dimenticare, inoltre, l’importanza di una consulenza fiscale adeguata,

che permetta di godere appieno degli incentivi previsti dal Piano Industria

4.0. Anzi, in molti casi lavorando con i clienti, abbiamo visto cooperare

una squadra di consulenti: un consulente per la ridefinizione dei processi

aziendali, un consulente fiscale e un consulente tecnico, che collaborano

per fare in modo che macchine o impianti siano progettati e realizzati

soddisfacendo i requisiti del Piano, o per redigere una perizia tecnica com-

pleta presso il sito di utilizzo finale. Abbiamo notato che affiancare una

squadra di consulenti, che lavori insieme al fornitore tecnologico di solu-

zioni pronte per l’Industria 4.0 e a stretto contatto con le persone interne

all’azienda, è la combinazione migliore per cogliere appieno i benefici

della trasformazione digitale”.

F&N:

Nella realizzazione di una rete ‘4.0’ quanto conta la giusta scelta

dei prodotti e quanto che la progettazione/implementazione del sistema

sia a regola d’arte? Dove si colloca la security?

Letizia De Maestri

, area marketing di

Cannon Automata

( www.cannonautomata-products.com

): “L’Era 4.0 è iniziata e le

aziende che intendono affrontare o che sono proprio adesso in fase

decisionale, si pongono frequentemente la stessa domanda: quali

elementi prendere in considerazione al fine di una scelta ottimale?

Quando si decide di integrare una

soluzione 4.0 a livello aziendale bi-

sogna tenere in considerazione che

i componenti selezionati e l’integra-

zione del sistema rappresentano

due fattori chiave per accrescere

la propria competitività. Questi ele-

menti devono rispettare le seguenti

caratteristiche: scalabilità, ovvero la

soluzione ottimale, per le aziende

di qualunque dimensione, deve es-

sere scalabile, quindi in grado di

‘accompagnarle’ nel loro percorso di

crescita, senza per questo intaccare

l’infrastruttura IT già esistente; integrazione, ovvero una soluzione

deve essere realmente integrabile e condivisibile da tutte le diverse

tecnologie e/o apparati già presenti in azienda, garantendo quindi

forte interoperabilità con l’interno dell’azienda e con i suoi fornitori,

partner e clienti; e flessibilità, dove una soluzione ‘flessibile’ deve

garantire all’azienda il giusto grado di modularità, necessario a sup-

portare l’evoluzione del business e dei bisogni. All’interno di questo

sistema molto complesso deve essere garantito un elevato livello di

sicurezza. Il processo di digitalizzazione espone le aziende a vulnera-

bilità e minacce che minano la sicurezza, l’integrità dei sistemi e la

privacy delle informazioni. La convergenza tra i sistemi produttivi OT

e il mondo virtuale delle informazioni IT crea molti problemi legati alla

sicurezza informatica dei sistemi di automazione industriale. In pas-

sato i sistemi erano chiusi e separati, ora l’aumento della connettività

e il crescente utilizzo di protocolli di comunicazione su base Ethernet

hanno reso l’elemento sicurezza fondamentale. Sottovalutarlo può

creare gravi ripercussioni sulla solidità dell’azienda”.

Paolo Perani

, strategic business development manager della busi-

ness unit Media Tensione, divisione Electrification Products di

ABB

( www.abb.it

): “Di un’azienda 4.0

non esiste una vera regola d’arte: al

contrario di quanto è successo con

le smart grid, dove il protocollo era

lo stesso per tutti, in Industria 4.0 ab-

biamo ancora un fiorire di diverse so-

luzioni tecniche. Per quanto concerne

la cyber-security, occorre confrontarsi

con varie tipologie di accesso, non

solo dal cloud, ma anche dai diversi

componenti. La nostra piattaforma

ABB Ability consente l’integrazione

di vari sistemi, prodotti e servizi e ha

proprio la sicurezza come sua priorità principale. Anche la sicurezza in-

tesa come continuità di servizio è importante, del resto, più l’azienda è

integrata nella rete, maggiori sono gli impatti economici di un disservizio”.

Motta:

“L’approccio alla corretta progettazione di una rete aziendale,

oltre alla conoscenza delle moderne tecniche TCP/IP dovrebbe implicare

di gestire la security aziendale in modo globale, tenendo conto delle esi-

genze di IT e OT in maniera olistica. La security deve essere parte inte-

grante dell’attività produttiva di fabbrica, includendo oltre all’infrastruttura

di rete, i sistemi di controllo, lemacchine, gli impianti e le attività aziendali

nella loro globalità, dalle singole persone alle politiche e alle procedure di

accesso. Nel valutare un progetto di security aziendale è bene estendere

regole e modalità operative anche, per esempio, ai fornitori, valutando

con attenzione i livelli di sicurezza applicati al personale esterno, con lo

stessometro con il quale si valutano quelli per il personale interno, poiché

dalla sicurezza della loro rete potrebbe dipendere la sicurezza della nostra.

Sembra indiscusso, in effetti, che una delle maggiori vulnerabilità delle

reti industriali oggi sia relativa alla security degli accessi sia esterni sia

interni. Ormai sempre più processi industriali vengono connessi su reti IP,

per cui è diventata fondamentale non solo la sicurezza delle informazioni,

ma anche la gestione accurata degli accessi alla rete (chi, come, dove).

Questa attenzione deve essere applicata non solo a personale e collabo-

ratori esterni, ma anche a quelli interni, per regolamentare gli accessi dei

vari reparti a una rete che tutti i dipartimenti possono ormai condividere.

In aree sempre più ampie dell’industria manifatturiera accade che dipen-

denti, contractor e fornitori necessitino di un accesso remoto alla rete

locale. Ovviamente, questi accessi devono essere autenticati, autorizzati

e monitorati (accounting) perché siano consentiti solo a dispositivi e per-

sone ai quali sono stati attribuiti i relativi livelli di privilegi all’interno di

politiche di accesso specifiche per le varie aree”.

Griffini:

“Ciascun componente facente parte del sistema da realizzare

gioca un ruolo fondamentale nel funzionamento corretto ed efficiente di

una rete di comunicazione. Gli errori di comunicazione di un singolo dispo-

sitivo pregiudicano spesso il funzionamento dell’intera rete. Per questa

ragione, la certificazione dei prodotti, rilasciata dai Consorzi che suppor-

tano le reti di comunicazione aperte di tipo industriale, come Clpa per CC-

Letizia De Maestri di Cannon

Automata

Paolo Perani di ABB