PTE_20

24 aprile 2019 metà degli intervistati (il 53%) ammette di non avere mai utilizzato questa tipologia, anche se il 2% di loro ammette di essere interessato a svolgerla in futuro. Secondo le imprese intermediarie, negli ultimi tre anni, più della metà dei clien- ti nel loro portafoglio (ben il 58%) erano collocati nell’Italia Settentrionale men- tre il 23% nell’Italia Centrale e il 17% nel Meridione. Una parte estremamente marginale (1%) dei clienti delle imprese intermediare negli ultimi tre anni ha ope- rato fuori dai confini nazionali, per la pre- cisione in Europa. Se passiamo ai settori di attività, quello che negli ultimi tre anni ha fatto la parte del leone tra i clienti è il ramo dei servizi per le imprese con ben il 32%. Distaccati, e a quasi pari passo, seguono quello delle industrie alimentari (12%), l’alberghiero e dell’informazione e comunicazione con l’11% entrambi. L’approccio alla PTO Per i clienti finali coinvolti nell’indagine SWG le attività di promozione trovano utilità soprattutto per rafforzare e mante- nere l’immagine del brand. La fidelizza- zione dei clienti attuali e la possibilità di relazionarsi con target specifici sono le altre due forme individuate come le più efficaci con lo strumento della PTO. La classifica di utilità del promozionale as- sume una forma diversa se osservata dal punto di vista delle imprese intermedia- rie: al primo posto c’è la fidelizzazione dei clienti attuali, a seguire il rafforzamento e il mantenimento dell’immagine del brand, quindi la conquista di nuovi clienti e, per finire, il relazionarsi con target specifici. Il punto di vista delle due tipologie di campione coinvolto nella indagine SWG, intermediari e clienti, differisce anche sul- la classificazione dei prodotti più richiesti per la rispettiva clientela. Per oltre la metà dei primi (54%) sono i prodotti di abbiglia- mento in cima alla graduatoria, seguiti da- gli articoli per la scrittura (43%) e da quelli per l’ufficio (29%). La stragrande maggio- ranza delle imprese clienti finali (53%) in- dica, invece, negli articoli per la scrittura i prodotti più richiesti quindi quelli per uf- ficio (41%) e sul terzo gradino del podio l’abbigliamento (26%). Entrambe le due ti- pologie concordano invece sul criterio più importante nella scelta di gadget/articoli/ regali: il rapporto qualità/prezzo (rispetti- vamente nel 34% e nel 63% dei casi). Al secondo posto di questa classifica i clienti finali indicano l’apprezzamento in passato del prodotto da parte dei propri destinatari (il 23%), mentre le imprese intermediarie individuano l’originalità e la creatività del prodotto (nel 27% dei casi). Interessante è vedere quale è stato indicato come prezzo medio per singolo articolo: 21,34 euro per gli alimentari, 16,87 euro per l’abbiglia- mento, 10,30 euro per prodotti di informa- tica, 2,54 euro per quelli di ufficio e infine 1,37 euro per l’oggetto da scrittura. Rapporto con la filiera Rapidità e professionalità sono i driver che caratterizzano le scelte dei clienti fi- nali. Se prendiamo come metro una scala di gradimento da 1 a 10, i tempi di conse- gna e la professionalità (8,4 per entrambi) sono scelti come i criteri maggiormente apprezzati. Appena sotto, con un pun- teggio di 8,3, si collocano il rapporto qua- lità/prezzo e la qualità del prodotto o del servizio, quindi l’integrazione dei servizi (8,2 di punteggio), l’originalità e creativi- tà (con un punteggio di 8), la sostenibilità ambientale (7,5). Ma come hanno incontrato o conosciuto i loro fornitori i clienti finali o le imprese intermediarie? Per i primi, il contatto tra- mite un’iniziativa propria a seguito di una apposita ricerca è la modalità principale (45% dei casi); a seguire il 36% di loro indicano invece il passaparola e quindi il contatto a seguito di una pubblicità o promozione e l’incontro nel corso di un evento. Ben il 61% delle imprese inter- mediarie, invece, dichiara di avere incon- trato il proprio potenziale fornitore in una fiera, in un evento o in una manifestazio- ne più in generale. Al secondo posto in- dicano di averlo contattato a seguito di una apposita ricerca (30%) o attraverso il passaparola (28%). SCENARI IL FUTURO IN 3 PILLOLE Prima pillola: proattività. Poiché solo poche imprese clienti finali individuano i propri forni- tori attraverso iniziative pubblicitarie, occorrerebbe uno slancio maggiore in queste attivi- tà. Una promozione più efficace potrebbe rivelarsi un’ottima strategia per destagionalizza- re il mercato, considerando che il 46% dei clienti finali svolge attività di PTO o regalistica principalmente in prossimità delle feste. Seconda pillola: consulenza. Il mercato è già di fatto integrato tra fornitura di gadget e loro personalizzazione, occorre dunque completare la fornitura del prodotto con un servizio con- sulenziale integrato. Per accompagnare i clienti verso un approccio più innovativo alla PTO e alla regalistica diventa necessario trasformar- si in consulenti, offrendo una pianificazione della strategia di comunicazione. Terza pillola: previsioni. Mentre le imprese in- termediarie guardano al settore alimentare e dell’alberghiero con cauto ottimismo, i clienti finali di questi comparti prevedono un legge- ro declino dei loro investimenti futuri in PTO. Previsioni di leggera crescita si registrano invece tra i clienti finali del settore ICT, dei servizi per le imprese e della logistica.

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