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SETTEMBRE 2017

FIELDBUS & NETWORKS

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questo caso, lo strumento mette a disposizione i propri dati tramite la

tabellaModbus e un eventuale PLC a esso collegato accede ai dati ‘pun-

tando’ ai registri che li contengono. Perché questo sia possibile è neces-

sario provvedere all’installazione sul PLC del modulo I/O corrispondente

allo standard di comunicazione del dispositivo e alla configurazione dei

blocchi funzionali nelle librerie software. Tradizionalmente, una volta

completata questa procedura, il PLC viene collegato al sistema di super-

visione tramite protocollo http o https per permettere l’accesso ai dati

tramite un web browser

standard, oppure con

Modbus TCP/OPC per

l’accesso tramite un si-

stema Scada. A questo

punto, il dato diventa

finalmente accessibile

per l’operatore, che

può scegliere di inter-

facciarsi con il sistema

tramite un dispositivo

locale (HMI, laptop),

un dispositivo mobile

(smartphone/tablet) pre-

vedendo un access point

Wlan o con un impiego

combinato di entrambi.

La visualizzazione può

dunque essere realiz-

zata su differenti tipo-

logie di dispositivi, in

base alle esigenze applicative: pannelli operatore con Scada preinstal-

lato, web panel o PC industriali, in versioni standard oppure outdoor. Il

futuro vede però una sempre maggiore interconnessione dei sistemi

e apre quindi nuove prospettive anche sulle modalità di collegamento

ai dati di processo. In particolare, oggi stiamo vivendo l’affermazione

di quattro megatrend: IoT, Industria 4.0, smart grid e digitalizzazione.

L’elemento che accomuna tutti quanti questi trend è un impiego sempre

più pervasivo di Internet e del cloud nei processi produttivi, con notevoli

ripercussioni in termini di potenziamento delle capacità dei sistemi di

automazione.

Impianti di grandi dimensioni

e poco raggiungibili

Tra i settori più interessati allo sviluppo e all’adozione di tecnologie come

IIoT (Industrial IoT) e cloud vi sono quegli ambiti caratterizzati da impianti

di vaste dimensioni, con la necessità di continui controlli su un’ampia

serie di parametri rilevati in posizioni non sempre di immediata raggiun-

gibilità. È il caso, per esempio, del settore del trattamento acque, in cui

l’impiego di soluzioni cloud based sarà in grado di impattare fortemente

sui tradizionali sistemi di

accesso da remoto per il

controllo, il monitoraggio

e la diagnostica. Come

già dimostrato dalle so-

luzioni di accesso remoto

tradizionali, controllare

l’intero impianto da un’u-

nica sala permette di ot-

tenere una riduzione dei

costi logistici altrimenti

necessari allo svolgi-

mento delle attività in

loco. Oggi l’impiego di

soluzioni cloud poten-

zia ulteriormente questi

vantaggi, supportando

l’integrazione virtuale

dell’intero impianto nella

sala di controllo: tutti i

valori acquisiti da uno

o più impianti possono venire gestiti con estrema semplicità ed essere

integrati in una piattaforma di comunicazione cloud dinamica e sicura,

accessibile in qualsiasi momento e in ogni luogo.

Teleassistenza e telecontrollo

L’integrazione dei dati nel cloud si rivela particolarmente utile a suppor-

tare attività di teleassistenza o di telecontrollo. Si tratta di due tipi di atti-

vità diverse, con finalità e esigenze ben distinte. La teleassistenza prevede

anzitutto un accesso remoto al device, finalizzato a scopi di diagnostica

o manutenzione. Grazie a essa è possibile ottenere importanti risultati in

La soluzione mGuard Secure Cloud di Phoenix Contact utilizza solo connessioni in

uscita verso Internet, a salvaguardia delle reti di produzione

Industry 4.0 vede il collegamento

in reti globali degli impianti e l’integrazione

tra dispositivi di campo con piattaforme software