RASSEGNA MIART 2019
foglio sheet 2/2 I 08/04/2019 web web 16/5/2019 Miart 2019 | INSIDEART https://insideart.eu/2019/04/08/miart-2019/ 2/4 Condividi: In Generations e Decades, si ritrovano ancora le selezioni più storicizzate: dagli anni Trenta di Duilio Cambellotti alla Maria Lai degli anni ’60; bella la serie di disegni inediti dell’ultimo periodo di Carlo Scarpa nel booth della Galleria Gomiero. I grandi classici degli anni Settanta come Boetti, Pistoletto, Schifano, Isgrò, Dorazio, Kounell is, si alternano a opere del prim o Novecento, da Giacomo Balla ad Adolfo Wildt e Kandinskij. Quella curata da Oda Adalbera – On Demand – è la sezione dedicata ai lavori site-specific che indagano i rapporti tra politica, identità e rappresentazione. «Questa sezione – ha dichiarato Rabottini – è stata fatta per alimentare e tenere sempre caro, come recita il claim di Miart, tutti quei lavori un po’ più difficili». Kaufmann Repetto ospita il lavoro di Latifa Echakhch che si interroga sui limiti degli stereotipi culturali, mentre John Kessler, da Eduardo Secci, mischia materiali cinetici e analogici in un’opera sul tema delle migrazioni, Exodus, dove una serie di personaggi gira in modo circolare su una ruota mentre un telefono portatile ne scannerizza alcuni. Tra le proposte emergenti che spiccano di più, ci sono le sperimentazioni digitali di Mark Fridvalszki e Veronika Romhány nello stand di Horizont e il lavoro di Renata Boero e Petra Feriancová sui temi legati all’ecologia e alla natura, per Gilda Lavia. Un dato è certo. La fiera resta, e forse non potrebbe essere altrimenti, la cartina tornasole dei trend del mercato, ma i miartalks gettano le basi per una serie di riflessioni attorno al tema del ”bene comune”, allineandosi con gli spunti che vengono dagli altri eventi collaterali della città e allargando il punto di vista anche a quell’area del design che pone un dialogo sulla propria relazione con la natura. A questo proposito la mostra Broken nature: Design Takes on Human Survival in Triennale, curata da Paola Antonelli, rimane la cosa migliore da vedere a Milano: esplorando il concetto di design ricostituente, il percorso presenta progetti di architettura e di design che riflettono sul rapporto tra l’uomo e l’ecosistema sociale/naturale in cui vive, presentando alternative alla catastrofe a cui ci stiamo avvicinando. ”L’arte posa sulla realtà – si legge nel comunicato di Miart – uno sguardo che è tanto una forma di attenzione quanto un invito all’attenzione: l’arte, infatti, non esplora solo gli aspetti più estremi della vita ma anche quelli all’apparenza meno rilevanti, trasformando ciò che appare insignificante in un simbolo potente dell’esistenza umana”. Prendendo in prestito come linea tematica il verso tratto dal poema di Gareth Evans, Hold everything dear, la fiera ci prova ma lascia in sospeso tra i suoi obiettivi quello di puntare lo sguardo sulla cura della pratica artistica e su come l’arte possa allenare all’esercizio dell’attenzione. Del mondo e dei suoi abitanti. Ginevra De Pascalis (https://insideart.eu/author/ginevra-de-pascalis/ ) Tag: arte contemporanea (https://insideart.eu/tag/arte-contemporanea/ ), fiera (https://insideart.eu/tag/fiera/ ), miart 2019 (https://insideart.eu/tag/miart-2019/ ), Milano (https://insideart.eu/tag/milano/ ) ARTICOLI CORRELATI Al Margutta il vegetariano Leonardo celebrato in chiave Pop Le opere di Maggi in dialogo con Gucci Biennale 2019, i Giardini Biennale, tutti i premiati Un Bivacco di artisti in Laguna I conti con lo specchio (https://insideart.eu/2019/05/06/i- COMMENTI Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca su info. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie INFO. (https://insideart.eu/privacy-policy/ ) Accetto
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