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Fieldbus & Networks NOVEMBRE 2019 FIELDBUS & NETWORKS 7 L’editoriale è a cura dei membri dei Comitati Tecnici di Fieldbus & Networks e Automazione Oggi Che il mondo dell’automazione industriale si fosse definitivamente aperto all’ingresso delle ultime tecno- logie rese disponibili dal mondo ICT lo si è capito fin dall’introduzione del concetto di Industria 4.0, ovvero l’attuale tendenza a rendere disponibili a un cosiddetto ‘gemello digitale’ ogni informazione disponibile relativamente all’intera catena di sviluppo di un prodotto (incluso l’after market), allo scopo di migliorare la qualità e l’efficienza dell’intero processo realizzativo. È anche vero però che questo scenario ha fatto nascere ulteriori (e giustificati) timori al riguardo della sicurezza informatica. Attualmente vi è fermento attorno alla possibile introduzione nel contesto industriale di una tecnologia che ha fatto molto parlare di sé per via delle famigerate ‘criptovalute’ (quali i Bitcoin), ovvero la blockchain. La sua definizione, risalente al 2008, è stata originariamente dettata dalla volontà di creare una valuta ‘peer-to-peer’, ovvero che non necessitasse di una terza parte fidata come una banca. Una blockchain può essere descritta come una sorta di libro mastro distribuito, che memorizza le informazioni in blocchi concatenati, ognuno dei quali fa riferimento al precedente mediante una chiave crittografica (un ‘hash’) a prova di ma- nomissione. Ogni nodo nella rete della blockchain ha una copia della blockchain stessa e una coppia di chiavi pubblica/ privata. Quella pubblica viene utilizzata per ritrovare il nodo, mentre quella privata per firmare le transazioni. Una volta che la transazione è firmata, viene trasmessa ai nodi vicini, che la convalidano e, se valida, la inoltrano. Poiché a un certo punto si possono originare differenti blockchain per una stessa transazione, è necessario un meccanismo di consenso, che può essere di pubblico dominio, associato a un consorzio oppure gestito privatamente. È proprio la scalabilità della tecnica di consenso che ha aperto nuovi scenari nel contesto di Industria 4.0, perché è in grado di andare ben oltre la semplice conferma e tracciabilità dei dati. Il problema del riconoscimento e dell’autenticazione dei dispositivi IIoT potrebbe avvenire grazie alle blockchain. Informazioni sensibili, come date e orari associati alla transazione, potrebbero essere resi immuni da manipolazioni o modifiche. Le blockchain potrebbero permettere la realizzazione di contratti intelligenti, ovvero di sistemi che in maniera totalmente automatica e rapida gestiscono l’intera catena logistica, includendo il pagamento, la spedizione e molto altro. La tracciabi- lità dei blocchi potrebbero permettere una migliore gestione della qualità, grazie all’inclusione in un unico record digitale dell’intero processo produttivo. Allo stesso modo, l’originalità e la rispondenza alle specifiche dei prodotti potrebbe essere controllata in maniera sicura e automatica. Le blockchain potrebbero spingere la diffusione del Machine As A Service, o MaaS, perché permetterebbero di valutare in maniera sicura l’effettivo utilizzo di un macchinario/impianto. Non sorprende pertanto che le blockchain e il mondo industriale stiano convergendo, perché le prime possono essere una risposta alle problematiche di condivisione dei dati e collaborazione tra reti complesse di fornitori che le secondo pongono. La blockchain può essere lo strumento in grado di aggiungere la fiducia all’interno di queste reti sempre più complesse, aiutando a superare alcuni degli ostacoli che tuttora frenano l’implementazione dei più recenti modelli di business resi possibili dall’IIoT e da Industria 4.0. Ovviamente, non devono essere considerate una panacea e altre soluzioni più convenzionali rimangono la scelta migliore per specifiche applicazioni. Una cosa però è certa: la disponibilità di soluzioni tecnologiche sempre più potenti e diversificate si traduce nella necessità di saper definire dei propri casi d’uso prioritari, per i quali valutare in maniera dettagliata punti deboli e a favore, in modo da abbinare in maniera ottimale la tecnologia migliore alle effettive esigenze aziendali. Emiliano Sisinni Comitato Tecnico Automazione Oggi e Fieldbus&Networks Editoriale SARÀ LA BLOCKCHAIN A SDOGANARE IIOT E I4.0?

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